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Le terapie di terza generazione 

LE TERAPIE DI TERZA GENERAZIONE

Sono la naturale evoluzione della psicoterapia che – ad oggi – ha accumulato una maggiore evidenza di efficacia: la terapia cognitiva e comportamentale, nota con l’acronimo inglese CBT.

Il focus di trattamento della terapia va oltre la soluzione di problemi specifici e il trattamento dei sintomi (ansia, panico, DOC ecc.), obiettivi che caratterizzavano la terapia del comportamento di prima generazione, e arriva a comprendere i disturbi di personalità e le problematiche di tipo esistenziale.

Concentrandosi sulla rilevanza del contesto e delle funzioni dei fenomeni psicologici, e non solo della loro forma, la CBT di terza onda impiega strategie di cambiamento contestuali ed esperienziali in aggiunta a quelle più dirette o didattiche. Particolare rilievo assume la relazione terapeuta-paziente come veicolo del cambiamento.  L’esperienza (comportamentale, emotiva e cognitiva) all’interno della seduta diventa il principale strumento di cambiamento, attraverso strategie quali mindfulness, accettazione o defusione cognitiva.

La trappola della felicità - Terapie di terza generazione
Fare ACT - Terapie di terza generazione

ACT. La terapia dell’accettazione e dell’impegno.

L’Acceptance and Commitment Therapy è una delle terapie più legate alla ricerca sui processi cognitivi e verbali e sul loro ruolo nella sofferenza umana. La pratica della mindfulness è parte integrante dei processi ACT: accettazione, momento presente, defusione. Il processo più direttamente legato al cambiamento, il committment si articola in procedure specifiche centrate sui bisogni e sui valori del paziente. L’ACT ha prodotto un corpus di ricerca senza pari, dimostrando la sua efficacia terapeutica in moltissimi campi, dalla prevenzione alla terapia dei più diffusi disturbi psicologici.
I fondatori dell’ACT, Steven Hayes e Kelly Wilson, sono fin dal 2007 trainer della scuola. Paolo Moderato, uno dei fondatori di ASCCO, è Fellow dell’Association for Contextual Behavior Science (ACBS), la Società internazionale dei terapeuti contestualisti ACT. Giovambattista Presti, docente della scuola, sarà il Presidente nel triennio 2016-2019.
L’ACT è il modello terapeutico formativo privilegiato da ASCCO, prima scuola in Italia ad adottarlo e insegnarlo, e l’unica direttamente collegata ad ACT-Italia, capitolo nazionale dell’ACBS.

DBT. La terapia dialettico comportamentale

Sviluppata per la terapia del disturbo borderline di personalità da Marsha Linehan, la terapia dialettico comportamentale è una delle terapie manualizzate con ampia evidenza di efficacia. Anche la DBT integra la mindfulness all’interno del programma terapeutico, fornendone  una definizione operazionale espressa in termini comportamentali. Centrale è la relazione tra il processo emotivo e il contesto ambientale, sia nella concettualizzazione del disturbo che nella terapia. L’applicazione si è progressivamente estesa a diversi disturbi tra cui i disturbi alimentari, l’abuso di sostanze e il disturbo post traumatico da stress associato al disturbo borderline di personalità.

FAP: la terapia comportamentale interpersonale

La Functional Analytic Psychotherapy (FAP; Kohlenberg & Tsai, 1991) è basata sull’analisi comportamentale della relazione terapeutica, ed è stata creata per essere utilizzata insieme agli approcci cognitivo comportamentali tradizionali o quando l’abilità del paziente di relazionarsi agli altri è al centro delle difficoltà cliniche. Assunto di base della FAP è che gran parte della psicopatologia e della sofferenza umana sia di natura interpersonale e che la relazione terapeutica sia essenziale nel produrre miglioramenti clinici. La FAP specifica i comportamenti del terapeuta necessari a favorire il cambiamento nel paziente, partendo dal presupposto che comportamenti nuovi e più funzionali possano essere modellati, durante il processo psicoterapeutico, dalle risposte contingenti del terapeuta ai problemi del paziente che si manifestano in sessione.
Tutte queste terapie, ma l’ACT in modo particolare, per la matrice di riferimento contestualista, il cui core value è la persona in continuo cambiamento – secondo il ben noto principio filosofico sintetizzato nella locuzione panta rei – sono alla base degli interventi più innovativi ed efficaci per soggetti adulti, in età evolutiva e adolescenti.